
Articolo della Dott.ssa Michela Musolino, Psicologa e formatrice nel Corso “Il DOP nella Scuola Secondaria” – Corso Avanzato
Diversi livelli
Non si può comprendere il Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP) in adolescenza senza prima soffermarsi su questa fase della crescita. L’adolescenza è infatti un importante periodo di transizione che segna il passaggio dall’infanzia all’età adulta ed è caratterizzato da profondi cambiamenti, a diversi livelli:
Sociale: il rapporto con la famiglia cambia. Gli adolescenti mettono spesso in discussione le idee e le regole genitoriali e cercano maggiore autonomia. Portano a casa nuove regole acquisite dal gruppo dei pari, che diventa un riferimento fondamentale e che influenza comportamenti e valori.
Cognitivo: i ragazzi sviluppano pensieri e ipotesi partendo non soltanto da un’osservazione concreta: è questo il passaggio dal pensiero concreto dell’infanzia a quello più astratto dell’adolescente. Ogni ragionamento apre a nuove scoperte e domande. Inoltre, avviene una diversa maturazione a livello delle aree cerebrali: il sistema limbico (responsabile delle emozioni) si sviluppa prima della corteccia prefrontale (che governa il controllo degli impulsi e la pianificazione), rendendo più difficile la gestione delle emozioni e scatenando spesso risposte impulsive.
Fisico e sessuale: i cambiamenti fisici della pubertà (crescita della muscolatura, sviluppo dei caratteri sessuali secondari, trasformazioni nella voce) incidono sull’autostima e sulla percezione di sé. Possono generare domande e insicurezze, ma anche aumentare la sicurezza personale. Nello stesso momento, crescono la curiosità e l’interesse per le relazioni affettive e intime.
Ormonale: le variazioni ormonali (testosterone, estrogeni) influenzano l’umore, l’impulsività e la regolazione emotiva. Questo può spiegare sbalzi d’umore, irritabilità e reazioni intense a situazioni stressanti.Psicologico: l’adolescenza è il periodo della costruzione dell’identità. I ragazzi sperimentano ruoli diversi, vivono momenti di crisi, cercano maggiore autonomia nelle decisioni, ma la regolazione emotiva può essere instabile, complice anche la tempesta neurobiologica che attraversano.
Tutti questi aspetti sono interconnessi e rendono l’adolescenza un periodo turbolento ma anche ricco di opportunità per crescere in modo più consapevole. È normale che in questa fase emergano atteggiamenti ribelli, contestazioni delle regole e oscillazioni emotive. Tuttavia, questi comportamenti, sebbene talvolta difficili da gestire, non indicano necessariamente un disturbo.
Le caratteristiche del Disturbo Oppositivo Provocatorio
Il DOP è un disturbo del comportamento riconosciuto nei principali manuali diagnostici ed è caratterizzato da:
- Umore collerico/irritabile: reattività eccessiva, facilità nel perdere la calma, suscettibilità
- Comportamento polemico/provocatorio: opposizione persistente alle richieste degli adulti, sfida alle regole, atteggiamenti ostili
- Vendicatività: rancore persistente, tendenza a cercare ritorsioni
Nel contesto scolastico, questi tratti si traducono in comportamenti oppositivi e provocatori nei confronti delle figure di autorità, come insegnanti e personale scolastico. Un adolescente con DOP potrebbe, ad esempio:
• Adottare atteggiamenti dispettosi o vendicativi
• Alzarsi dal banco senza permesso
• Rispondere in modo provocatorio o irrispettoso
• Litigare frequentemente con compagni e adulti
• Rifiutarsi di svolgere compiti o partecipare ad attività
DOP e adolescenza: quali differenze?
È fondamentale distinguere il DOP dai comportamenti tipici dell’adolescenza. Mentre la sfida alle regole e le oscillazioni emotive possono far parte di un normale processo di crescita, il DOP si caratterizza per:
- Persistenza e pervasività: i comportamenti oppositivi non sono episodici, ma costanti e presenti in diversi contesti (scuola, famiglia, gruppo dei pari)
- Impatto significativo: interferiscono in modo marcato con la vita quotidiana e il benessere dell’adolescente
- Difficoltà nella regolazione emotiva: la rabbia e l’opposizione non sono solo strategiche o contestuali, ma esprimono una sofferenza più profonda
Per considerare un comportamento come patologico, questo deve essere frequente, intenso e persistente, superando ciò che è tipico nei coetanei e ostacolando lo sviluppo di strategie più adattive.
Come lavorare con gli adolescenti con DOP a scuola?
Prima di individuare strategie operative, è fondamentale adottare alcune premesse:
- Lavoro su di sé: è essenziale che gli insegnanti e gli educatori riconoscano le proprie reazioni emotive e non prendano sul personale i comportamenti oppositivi. Riflettere su quali atteggiamenti ci attivano o infastidiscono aiuta a rispondere in modo più efficace.
- Comprendere la natura del DOP: il disturbo non è solo una questione di maleducazione, ma è spesso associato a difficoltà nella regolazione emotiva, bassa autostima, senso di colpa, rabbia verso se stessi e un ambiente familiare complesso o stressante.
- Riconoscere le fasi dell’oppositività: il comportamento oppositivo non è statico, ma segue diverse fasi che, se comprese, possono permettere di intervenire in modo più efficace.
Solo dopo aver integrato queste premesse è possibile costruire percorsi educativi e strategie personalizzate per supportare questi ragazzi nel contesto scolastico.
Scopri il Corso riconosciuto dal MIM presente nel nostro Catalogo:
Il DOP nella Scuola Secondaria – Corso Avanzato
Relatrice: Dott.ssa Michela Musolino
Rilascia un Attestato riconosciuto che certifica 10 ore di formazione